Questa volta è stata durissima.
Jannik Sinner batte Medvedev col risultato di 6-2 5-7 6-4 dopo quasi 24 ore…
No, chiaramente non è la durata vera della partita, ma è il peso specifico mentale che questa si portava dietro.
Jannik ha ammesso che questa notte non è riuscito a prendere sonno.
Il primo set ieri lasciava intravedere tutt’altro, un’altra partita vinta senza troppi rischi, dritto dritto verso la finale.

Invece, poi, il blackout nel secondo set. Il calo di energie, il brivido.
A Medvedev va dato merito di aver cambiato ritmo e di aver capito come mettere in difficoltà il numero uno.
Ha iniziato a martellare, riprendendo il gioco il prima possibile ogni volta che aveva il servizio a sua disposizione.
Gli scambi sono diventati più duri, l’umidità e il calar della notte non hanno aiutato.
Jannik reagisce ma Medvedev porta a casa il secondo set.
Nel terzo il momento decisivo di tutta la battaglia, dopo lo 0-1 iniziale Jannik ribalta la situazione e prima strappa il break sul 2-1 e poi allunga sul 3-1.
Medvedev salva il secondo break, Jannik risponde con il terapista, chiamato nel momento più importante del match.
Il russo si innervosisce: chiede all’arbitro se è prevista la sanzione, risposta negativa. Quando riprendono Jannik allunga sul 4-2.
L’arrivo della pioggia sicuramente non è ideale, sarebbe stato meglio avere ventiquattro ore di riposo piene. Ma il match viene rinviato.
Oggi la risoluzione della pratica. 15 minuti per approdare in finale e sancire la fine di un match bellissimo e durissimo, soprattutto dal punto di vista mentale.
Per Jannik è la quinta finale consecutiva quest’anno, la sesta in totale nei Master 1000 se consideriamo anche Parigi nel 2025.
Domani contro Ruud (ore 17 ) per fare la storia. Sarà ancor più difficile. Ma per il numero uno, che sembra aver trovato un equilibrio pazzesco, nulla è impossibile.

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