In Mercedes non ci sono più i sorrisi che c’erano fino ad inizio stagione.
O meglio, non ci sono più in tutti e due i box delle frecce d’argento.
E dire che le premesse di inizio stagione erano ben altre.
Dopo i test pre-stagionali, era evidente quale fosse la squadra da battere, e George Russell veniva unanimemente considerato il principale favorito per la conquista del titolo piloti.
In Australia le previsioni si sono realizzate e il pilota britannico ha portato a casa la prima vittoria della stagione, mentre Kimi si è dovuto accontentare di un secondo posto in rimonta.
Quel Gran Premio fece pensare in tanti a un campionato già finito, ma poi arrivò la Cina.
Per Kimi sono arrivate la prima pole position e la prima vittoria.
In tanti sottovalutarono quel risultato
La battaglia tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton fece perdere tempo prezioso a George Russell che si dovette accontentare della piazza d’onore senza mai lottare contro il compagno di squadra per la vittoria.
Ma nessuno poteva immaginare quello che è successo dopo quella tappa.
La vittoria di Kimi in Giappone, per come si è concretizzata, richiama in parte quella conquistata in Cina.
Ma le affermazioni di Kimi a Miami, in Canada e la scorsa domenica a Montecarlo hanno infranto le gerarchie della Mercedes, al di là delle consuete affermazioni secondo cui «è troppo presto per stabilire una prima e una seconda guida».
Il britannico non stava facendo un weekend mozzafiato nel Principato, e come accennato sopra, non stava attraversando un buon momento.
Ma, cosa peggiore, non riesce nemmeno a limitare i danni.
E dire che i presupposti per ottenere il minimo sindacale c’erano tutti.
Anzi, si erano creati man mano che la gara andava avanti.
Partito sesto, ha guadagnato subito una posizione grazie al ritiro di Max Verstappen.
E’ vero che si è preso una penalità di 5 secondi per aver toccato la linea di uscita dalla pit lane.
Ma proprio durante il pit stop ha guadagnato la quarta posizione scavalcando Hadjar.
Dopo l’incidente di Stroll però qualcosa si è inspiegabilmente spento.
Il team richiama Russell e clamorosamente, si scorda (?) di scontare i 5 secondi di penalità senza toccare la macchina prima della sosta.
Un qualcosa di mai visto soprattutto per le circostanze: la Mercedes ha fatto rientrare Kimi che era in testa alla gara con 25″ di vantaggio sulle Ferrari, ma a seguire la ruota dell’italiano in pit era proprio Russell (4°) che era appena stato doppiato dall’italiano (…).
Senza contare il fatto che tra mille polemiche il giro prima era stata proprio la Ferrari a far fermare Lewis e Charles (con quest’ultimo non troppo felice) per una doppia sosta.
La curiosità è che anche Lewis doveva scontare 5 secondi di penalità – regolarmente smarcati – per eccesso di velocità in pit lane durante la prima fermata al box.
La furia di Leclerc nasceva proprio dal fatto che se non si fosse fermato anche lui avrebbe scavalcato Lewis, ma questo è un altro discorso.
Il punto è che era sotto gli occhi di tutti quello che era successo sia il giro prima in Ferrari che il giro dopo in Mercedes.
La giustificazione via radio è stata quasi da dilettanti, con il pilota britannico che afferma di aver percorso lentamente la pit lane in attesa che Kimi facesse la sua sosta.
Il team lo invita a fare silenzio visto le indagini – e le trattative – in corso.
Il risultato? Drive Through.
E dato che quando le cose vanno male se possibile vanno anche peggio, la bandiera rossa di Charles e la neutralizzazione lo hanno fanno scivolare fuori dai punti.
Ora il distacco da Kimi in classifica è di 68 punti.
A preoccupare di George non dovrebbe essere la distanza in campionato, quanto l’aspetto mentale.
Il britannico dopo Monaco ha affermato che per il mondiale non c’è più nulla da fare; dichiarazioni che fanno molto discutere e che ci auguriamo siano figlie della frustrazione o magari della volontà di spostare la pressione di favorito su Antonelli.
Ma l’errore del box numero 63 è talmente clamoroso che diventa difficile non pensare che forse in Mercedes fossero molto più concentrati a far uscire indenne Kimi dal box, che non a portare a casa il minimo sindacale con George.
Antonellii dopo la prima gara a Melbourne venne subito accusato dei tanti errori e si rifece subito, ma il suo dominio non parte dalla Cina.
L’italiano aveva iniziato a mettere le ruote davanti al britannico già nel finale della scorsa stagione, facendo capire di poter essere all’altezza della situazione.
Ma sicuramente nessuno si aspettava questo filotto e questa costanza di risultati.

Lascia un commento